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Clima, così cambiano le nuvole e ci ritroviamo tutti ai Tropici

Negli ultimi 25 anni le nubi hanno cambiato forma e posizione. La rotta degli uragani si è spostata verso i Poli e la morsa del clima arido ha investito anche l’Italia. Le osservazioni dei satelliti pubblicate su Nature confermano quello che i modelli relativi al riscaldamento globale avevano già previsto: “Solo una grande eruzione potrebbe arrestare questa deriva”

di Elena Dusi
Se gli italiani non vanno ai Tropici, i Tropici arriveranno in Italia. Il clima caratterizzato da caldo e arsura (interrotta da piogge violente) si sta estendendo sul nostro pianeta, fino a inglobare l’Italia. Il clima di Londra, nel corso di questo secolo, potrebbe diventare come quello odierno di Roma. Una ricerca pubblicata su Nature conferma ciò che era stato notato da una decina di anni: i confini dei tropici si stanno spostando verso i poli, così come le rotte degli uragani.

Si estendono le zone aride del pianeta, e nemmeno le nuvole sono più quelle di una volta. Oggi – conferma lo studio coordinato dall’Università della California a San Diego – lo spessore delle nuvole è aumentato un po’ ovunque. Quando la sommità delle nubi è molto alta, le precipitazioni potrebbero essere mediamente più intense. Nella fascia tropicale allargata, invece, la copertura nuvolosa si sarebbe ridotta in superficie del 13% negli ultimi 25 anni.

Il cambiamento di nuvole e clima è stato osservato dai satelliti tra il 1983 e il 2009. E coincide con precisione con i modelli climatici che studiano l’andamento del riscaldamento globale. “La nostra è la prima dimostrazione credibile – spiega Joel Norris, il ricercatore californiano che ha guidato la ricerca – che i cambiamenti nelle nuvole descritti dai nostri modelli stanno effettivamente accadendo nella realtà”.

Le nuvole sono uno degli elementi più imprevedibili per chi studia l’atmosfera. Il processo con cui si formano e le direzioni in cui viaggiano restano misteri chiariti solo in parte. Il loro doppio ruolo li rende attori enigmatici nel quadro del cambiamento climatico: da un lato infatti il loro colore bianco riflette i raggi del Sole e mantiene fresco il pianeta, dall’altro la  coltre nuvolosa intrappola il calore della superficie terrestre e gli impedisce di disperdersi nello spazio.

I segni dei cambiamenti descritti su Nature si stanno già mostrando. L’ipotesi di un allargamento dei tropici era stata suggerita per la prima volta nel 2004. Oggi viene confermato che dai 23 gradi di latitudine dei due Tropici tradizionali, Cancro e Capricorno, si sarebbe arrivati attorno ai 40 (Roma si trova a 42). A questo fenomeno potrebbero essere imputate le ondate di siccità in California, Australia e in parte anche in Italia, oltre alla presenza di uragani a latitudini inusuali per il passato. Forse anche la stessa  Sandy a New York nel 2012 potrebbe essere figlia del cambiamento climatico.

A contribuire al riscaldamento del pianeta, aggiungono i ricercatori americani, ci sarebbe anche l’esaurimento dell’effetto delle due ultime grandi eruzioni della Terra. Il volcano messicano El Chichón nel 1982 e quello filippino Pinatubo nel 1991 avrebbero rinfrescato l’atmosfera ricoprendola di un velo di polveri che riflettevano il calore del Sole. “Ci aspettiamo – scrivono i ricercatori in conclusione del loro lavoro – che la crescita dei gas serra faccia proseguire anche in futuro queste trasformazioni delle nuvole. A meno che non arrivi un’altra grande eruzione imprevista”.

Tratto da: repubblica.it