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L’Italia avrà una legge per i guardiani dell’ambiente

In via di approvazione definitiva alla Camera la legge che riforma le agenzie ambientali, ossia le Arpa regionali che fanno i controlli sul territorio

di Monica Rubino
È l’altro pezzo della legge sugli ecoreati, approvata lo scorso anno, che stabilisce le pene per chi inquina ed è stata applicata già più di mille volte. Questa volta si interviene sul fronte dei controlli con il ddl di riforma delle Agenzie ambientali, arrivato in aula alla Camera per l’approvazione definitiva.

Lo scopo è quello di rendere omogenei i controlli e le verifiche su tutto il territorio nazionale. Oggi, infatti, le Arpa regionali, ossia le agenzie per la protezione ambientale dislocate in ogni regione, non lavorano tutte allo stesso modo e con lo stesso grado di efficienza: “Accade così che le agenzie del Centro-Nord funzionino meglio che al Sud – spiega il deputato del Pd Ermete Realacci, primo firmatario del provvedimento ­–. Prendiamo ad esempio il caso dell’Eni che gestisce la partita del petrolio in Basilicata: se il controllore è debole, l’ambiente è in pericolo. Invece questa legge garantisce livelli di controllo adeguati in tutta Italia, assicurando finanziamenti stabili per effettuare le verifiche”.

Il ddl, che si compone di 17 articoli, fonda nell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il perno della nuova struttura e ha nei “livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali” (i “lepta”) la sua chiave di volta: un parametro di riferimento per l’attività delle agenzie regionali, cioè il livello minimo omogeneo da garantire in tutto il Paese per la tutela dell’ambiente e della salute. “Il principio di riferimento è sempre quello del ‘chi inquina, paga’ – continua Realacci – in questo contesto l’Ispra, oltre al ruolo di indirizzo e coordinamento, è competente anche per la realizzazione e la gestione di un sistema informativo nazionale dell’ambiente: una banca dati aperta e accessibile a tutti i cittadini. Inoltre i laboratori di analisi ambientale saranno organizzati in una rete nazionale e accreditati”.

Il consenso sul provvedimento è bipartisan, come sottolinea anche il deputato M5s Massimo De Rosa, membro della commissione Ambiente: “A parte qualche pecca sulla ripartizione dei finanziamenti, che magari si potrà rivedere in sede di legge di Stabilità, e il fatto che vorremmo un Ispra ancora più autonomo rispetto al governo, l’impianto nel suo complesso ci convince. Era giusto mantenere in vita il sistema delle Arpa, perché non aveva senso togliere le competenze alla Regioni. Ma è giusto anche coordinarle meglio per renderle più efficienti”.

Una riforma sostenuta con forza anche dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, perché “assicura maggiori certezze agli italiani” e serve a dare al nostro Paese “un sistema unitario e coordinato di valutazione ambientale”.

Tratto da: repubblica.it